il blog di lucio fava del piano







lunedì 18 aprile 2011

giudicare senza conoscere

"Bocciamolo al botteghino", "Perché dobbiamo finanziare chi offende la nostra religione?", "operazione spregevole", "filmetto di seconda categoria ", "tentativo esasperato che puzza di illuminismo francese". In molti, nel mondo cattolico, hanno storto il naso di fronte al nuovo film di Nanni Moretti, Habemus papam, arrivando a ipotizzare forme di boicottaggio.

Di fronte per modo di dire, perché la quasi totalità di chi ha espresso questi giudizi ammette candidamente di non aver visto il film e di non avere alcuna intenzione di farlo. Per cui le presunte offese alla religione scandalizzano già solo per sentito dire. E tanto basta per lasciarsi andare a critiche che certo non possono essere definite moderate e informate.

Francamente non capisco il motivo di certi comportamenti. Moretti può piacere o non piacere (a me spesso è piaciuto, altre volte no), il film può piacere o non piacere (a me è piaciuto molto), ma al di là dei gusti personali in genere potrebbe essere utile conoscere ciò di cui si parla.

Come hanno fatto in tanti nello stesso mondo cattolico, avendo modo di rilevare che in Habemus papam non c'è "Nessuna ironia, nessun macchiettismo. Tutto molto umano", è un film "tutt'altro che anticlericale" e "non ci sono state cadute, mancanza di rispetto e, tanto meno, di blasfemia".

Tutto questo lascia un retrogusto amaro, antipatico, da dibattito politico televisivo: sei mio avversario, quindi ti attacco a prescindere da quello che dici. Anzi, senza neanche voler sapere cosa stai dicendo.

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