il blog di lucio fava del piano







martedì 2 agosto 2011

il paragone non regge

E' "irresponsabile" da parte dell'opposizione chiedere "ora dimissioni al buio al governo", si rischia di "fare solo un favore agli speculatori. Se loro facessero quello che fa l'opposizione americana il Paese si troverebbe in una situazione migliore".

Ecco un bel Cicchitto fresco fresco di giornata, l'unico a non aver ancora capito che il favore alla speculazione è che questo governo resti in carica.

Al di là di questo, e senza voler troppo entrare nelle dinamiche americane, dove almeno parte dell'opposizione sta facendo un gioco più che discutibile - tagliando ai ceti medi e salvaguardano i privilegi - affinché il paragone tenesse il premier italiano dovrebbe fare quello che fa il presidente Usa. Il che non sembra né reale, né possibile.

domenica 31 luglio 2011

Giovanardi sul Titanic

"Tra Casini che a sorpresa benedice le tangenti del Pd e il coro delle opposizioni che chiedono perentoriamente le dimissioni di un governo che ha una solida maggioranza sia al Senato che alla Camera, c'è davvero da domandarsi se in Italia sinistra e alleati abbiano capito davvero come funziona la democrazia".

Per una volta che non annuncia dimissioni o se la prende con i gay, il sottosegretario Giovanardi fa quasi rimpiangere quel genere di esternazioni, indossando la tenuta di ballerino del Titanic o la divisa da ultimo giapponese, ancora convinto di una presunta solidità del governo e cieco di fronte alla realtà dei fatti.

Con contorno di scivolone democratico, visto che secondo lui "Tra 21 mesi al massimo, forse anche prima se la maggioranza lo deciderà, il popolo italiano sarà chiamato alle urne per decidere da chi vuole essere governato". Peccato che le Camere siano sciolte dal Presidente, e non dalla maggioranza, e che gli elettori scelgano - per modo di dire - i parlamentari e non i governanti...

venerdì 29 luglio 2011

bar sport Lega

"La sceneggiata di ieri di De Laurentis è una cosa incivile, non dovrebbe toccare più un campo di calcio. Cosa scommettiamo che adesso faranno vincere lo scudetto al Napoli?  In più dovrebbe pagare la multa per essere salito sul motorino senza casco, spero che la polizia locale milanese faccia il suo dovere, visto che il Comune di Milano è anche senza soldi: a Napoli si usa, ma a Milano gli ricordo che sarebbe vietato. Io comunque penso che qualcuno abbia interesse a far vincere lo scudetto al Napoli".

Tra pseudo-ministeri al Nord, beghe di governo, crisi economica e crisi della politica, l'eurodeputato leghista Matteo Salvini trova anche il tempo di occuparsi di calcio, del Napoli e del suo presidente De Laurentiis. E lo fa con il solito miscuglio sgraziato di razzismo spicciolo, vittimismo settentrionale e scarsa conoscenza delle norme (la multa, al limite, dovrebbe pagarla il conducente dello scooter, non il passeggero).

Detto questo - e ammesso senza riserve il mio tifo per il Napoli - sarei molto contento se Salvini si dedicasse solo a commentare le vicende calcistiche, è lì che i suoi ragionamenti da bar sport trovano la loro sede naturale.

giovedì 28 luglio 2011

stanze vuote e parole vuote

"Napolitano non si preoccupi, le sedi restano lì". Nella laconica risposta di Bossi - il vecchio leader lùmbard ormai non esprime concetti più lunghi di dieci parole - a Napolitano c'è il solito nulla delle ringhiate padane.

In aggiunta, manca una vocale: non le "sedi", ma le "sedie" è tutto quello che può restare a Monza. Anche perché, in mancanza di qualsiasi atto normativo, come fatto rilevare dal presidente in una lettera di inusuale durezza, quelle non sono sedi ministeriali, ma stanze con una targa fuori. E pure vuote.

mercoledì 27 luglio 2011

Salvini non capisce

"Se Napolitano è preoccupato perché apriamo tre uffici a Monza, allora quando l'Italia diventerà una repubblica federale cosa farà? Si frusterà sulla pubblica piazza? Francamente non lo capisco".

C'è un'altra cosa che il leghista Salvini non capisce e che evidentemente non vuole capire: che l'apertura di due stanzette alla Villa reale di Monza con la targa "Ministero" non è una tappa del processo federalista. E' una buffonata, e pure squallida.

martedì 26 luglio 2011

aiutare Borghezio

"Il 100% delle idee di Breivik sono (sigh! n.d.r.) buone, in qualche caso ottime.  E' per colpa dell'invasione degli immigrati se poi sono sfociate nella violenza. Le posizioni di breivik collimano con quelle dei movimenti che in Europa oramai ovunque vincono le elezioni".

Io spero ardentemente che queste dichiarazioni di Borghezio siano solo lo sproloquio di un individuo che ha perso il controllo e il contatto con la realtà. Lo spero sinceramente, perché se così fosse un bravo specialista potrebbe aiutare l'eurodeputato leghista a rientrare nei ranghi degli umani.

Lo spero davvero, perché se così non fosse, significherebbe essere di fronte all'ennesima provocazione gratis, record mondiale di stupidità, sciacallaggio, miseria, cattivo gusto, volgarità e abiezione. E tutto questo per che cosa? Per raccattare un titolino di giornale a fondo pagina e qualche voto di disadattati razzisti? Ma vaffanculo...

lunedì 18 luglio 2011

la corte di Quagliariello

"In Gran Bretagna in questi giorni un giro di intercettazioni illecite messo in piedi da un organo di stampa privato sta scuotendo i vertici dello Stato. Nel nostro Paese accade qualcosa di più grave, perché nel caso Ruby è stata la stessa autorità giudiziaria di Milano, peraltro priva di competenza territoriale e funzionale, a compiere un monitoraggio sistematico dell'abitazione e delle conversazioni del presidente del Consiglio attraverso intercettazioni indirette e una massiccia acquisizione di tabulati telefonici, il tutto in violazione della legge, della Costituzione e di una consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale".

In un colpo solo Quagliariello si sostituisce a giudici, Cassazione e Consulta, si fa esperto di giurisprudenza e di politica internazionale, decide cosa è lecito e cosa non lo è. Dimenticando qualche dettaglio, tipo che le intercettazioni a Milano sono state richieste da un magistrato e autorizzate da un giudice terzo e servivano a dimostrare ipotesi di reato, al punto tale che su quella base è stato disposto un processo.

Il paragone con l'Inghilterra c'entra come i cavoli a merenda. Lì non era la magistratura ad agire, ma un giornale che cercava di creare scandali con intercettazioni illegali. L'unico paragone che regge in Italia è quello con Il Giornale, che non a caso è finito sotto processo per le intercettazioni Fassino-Consorte.