"Sono profondamente turbato, allo stesso modo, credo, di milioni di italiani, rispetto a nuove inchieste giudiziarie che rischiano di apparire come una ulteriore, grave distorsione nel rapporto tra politica e giustizia". Periodica riemersione dall'apnea della depressione per l'ex ministro Bondi, che con queste parole accorate commenta i recenti sviluppi della cosiddetta inchiesta P4 e l'arresto di Luigi Bisignani.
Parole che meritano qualche precisazione. E' vero che molti italiani sono turbati di fronte alla distorsione del rapporto tra politica e giustizia. ma, a differenza di Bondi, non lo sono per l'inchiesta, bensì per quello che l'inchiesta rivela, dossieraggi e cose varie. E la distorsione nei rapporti eccetera sembra risiedere soprattutto in un signore che afferma di aver spiato i pm per riferire delle loro attività ai suoi referenti politici.
Ma tutto questo a Bondi non interessa. Anzi, insiste affermando di non credere "giovi a nessuno, tantomeno alla sinistra, innescare una atmosfera che può apparire come vendicativa". Non c'è niente da fare, l'idea che le indagini vengano svolte dalle Procure della Repubblica e non da agenti di Bersani proprio non riesce a digerirla.
il blog di lucio fava del piano
giovedì 16 giugno 2011
mercoledì 15 giugno 2011
La lungimiranza di Brunetta
"Basta con la retorica del precariato, ci vuole concretezza. Ogni tanto c'è una madre che si lamenta con me perché suo figlio non trova lavoro, ma quando le dico: 'bene, allora domani mattina alle 5 vada ai mercati generali a scaricare le cassette', lei risponde sempre no. Quello è il modo migliore se vuole lavorare, scaricare la cassette, per tutti gli italiani".
Ha le idee chiare il ministro Brunetta, i lavoratori precari non sono altro che "l'Italia peggiore" - parole sue - fannulloni incompetenti che non hanno voglia di far niente, motivo per cui accettano pochi spiccioli per un lavoro in un call centre che oggi c'è e domani chissà.
Al di la' della sgradevolezza dei toni - ai quali purtroppo Brunetta ci ha da tempo abituati - poco consoni a chiunque e intollerabili sulla bocca di un ministro della Repubblica, resta un'idea di scarsa lungimiranza. Brunetta, come i suoi colleghi ministri, è tra i massimi precari d'Italia. Aspettiamo, quando ci sarà un altro governo, di vederlo scaricare cassette ai mercati generali.
Ha le idee chiare il ministro Brunetta, i lavoratori precari non sono altro che "l'Italia peggiore" - parole sue - fannulloni incompetenti che non hanno voglia di far niente, motivo per cui accettano pochi spiccioli per un lavoro in un call centre che oggi c'è e domani chissà.
Al di la' della sgradevolezza dei toni - ai quali purtroppo Brunetta ci ha da tempo abituati - poco consoni a chiunque e intollerabili sulla bocca di un ministro della Repubblica, resta un'idea di scarsa lungimiranza. Brunetta, come i suoi colleghi ministri, è tra i massimi precari d'Italia. Aspettiamo, quando ci sarà un altro governo, di vederlo scaricare cassette ai mercati generali.
martedì 14 giugno 2011
Cicchitto vs. Formigoni
Spigolature postreferendarie. Per Cicchitto quello di domenica e lunedì "è stato solo un segnale sulla politica energetica. Non certo un voto politico", con buona pace del quesito sul legittimo impedimento, che di energetico pare avere ben poco.
Per il governatore della Lombardia Formigoni, invece, il risultato dei referendum configura "un'altra botta per il centrodestra", e quasi pare di cogliere nelle sue parole un sottofondo di soddisfazione.
In teoria i due militerebbero nello stesso partito. In ogni caso, la torre di controllo segnala che gli stracci stanno iniziando a volare.
Per il governatore della Lombardia Formigoni, invece, il risultato dei referendum configura "un'altra botta per il centrodestra", e quasi pare di cogliere nelle sue parole un sottofondo di soddisfazione.
In teoria i due militerebbero nello stesso partito. In ogni caso, la torre di controllo segnala che gli stracci stanno iniziando a volare.
giustizia, il ritorno di Paniz
Spigolature postreferendarie. Gli elettori hanno bocciato il legittimo impedimento? "Non vedo il problema: faremo la riforma della giustizia. Faremo la prescrizione breve. Faremo, se ci riusciamo, anche la legge sulle intercettazioni".
Appena si parla di difesa del premier, torna a manifestarsi la figura luciferina dell'onorevole Paniz, che non ha alcuna vergogna del far sapere in giro che morto un re - il legittimo impedimento - lui è pronto a farne non un altro, ma almeno altri tre.
Insomma, nella testa di questi signori c'è sempre l'idea che una nuova norma ad personam si possa sempre approvare in quattro e quattr'otto. Se Paniz passasse meno tempo davanti a taccuini e telecamere e più tempo in mezzo agli elettori (e forse anche agli altri parlamentari), forse si renderebbe conto che non è più così.
Appena si parla di difesa del premier, torna a manifestarsi la figura luciferina dell'onorevole Paniz, che non ha alcuna vergogna del far sapere in giro che morto un re - il legittimo impedimento - lui è pronto a farne non un altro, ma almeno altri tre.
Insomma, nella testa di questi signori c'è sempre l'idea che una nuova norma ad personam si possa sempre approvare in quattro e quattr'otto. Se Paniz passasse meno tempo davanti a taccuini e telecamere e più tempo in mezzo agli elettori (e forse anche agli altri parlamentari), forse si renderebbe conto che non è più così.
lunedì 13 giugno 2011
Il minaccioso Calderoli
Spigolature postreferendarie. "Alle Amministrative due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un'abitudine. Per questo domenica andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22 giugno, visto che vorremmo evitare che, in quanto a sberle, si concretizzi il proverbio per cui non c'è il due senza il tre".
Primo messaggio alla luce dell'esito referendario, recapitato per voce di Calderoli, dalla Lega a Berlusconi. Resta da capire se sia un ricatto, o un semplice preavviso di sfratto.
Primo messaggio alla luce dell'esito referendario, recapitato per voce di Calderoli, dalla Lega a Berlusconi. Resta da capire se sia un ricatto, o un semplice preavviso di sfratto.
La Russa non vuole perdere
Spigolature postreferendarie, primi commenti a dati non ancora definitivi. Per primo tocca al generalissimo La Russa, ministro della guerra.
"Noi per un attimo ci abbiamo anche sperato che non si raggiungesse il quorum", in quel caso "sarebbe stato un grande boomerang per la sinistra che ha politicizzato i referendum". L'ormai probabile "raggiungimento è l'assoluta normalità e non ha nessuna incidenza sulle politiche del governo".
Cioè, a parte il fatto che un ministro della Repubblica che afferma di aver sperato nel fallimento di una consultazione elettorale è una vergogna della democrazia, ma lascia senza parole il concetto espresso: se avesse vinto l'astensione, avrebbero perso i sostenitori del sì; se vince la partecipazione, i sostenitori dell'astensione non perdono. Neanche Moggi giocava con regole così.
"Noi per un attimo ci abbiamo anche sperato che non si raggiungesse il quorum", in quel caso "sarebbe stato un grande boomerang per la sinistra che ha politicizzato i referendum". L'ormai probabile "raggiungimento è l'assoluta normalità e non ha nessuna incidenza sulle politiche del governo".
Cioè, a parte il fatto che un ministro della Repubblica che afferma di aver sperato nel fallimento di una consultazione elettorale è una vergogna della democrazia, ma lascia senza parole il concetto espresso: se avesse vinto l'astensione, avrebbero perso i sostenitori del sì; se vince la partecipazione, i sostenitori dell'astensione non perdono. Neanche Moggi giocava con regole così.
L'inesperto Romano
Il governo "ha tenuto i conti in ordine e ha salvato il paese dalle speculazioni"
ma "in un momento come questo dovrebbe pensare a qualcosa in più o
avrà tenuto bene i conti per il prossimo governo della sinistra".
È la sintesi di un'intervista rilasciata da Saverio Romano, ministro responsabile di recente nomina, che evidentemente deve ancora mandare a memoria alcune cosette.
Tra le quali, ad esempio, il fatto che i conti non si tengono in ordine, come lui afferma, per favorire questa o quella parte politica, ma per tenere in piedi il Paese. O che le tasse vanno manovrate con responsabilità.
Quando lo avrà imparato, eviterà di dire anche cose come che "se non facciamo noi la riforma fiscale, ci penseranno loro a realizzarla".
ma "in un momento come questo dovrebbe pensare a qualcosa in più o
avrà tenuto bene i conti per il prossimo governo della sinistra".
È la sintesi di un'intervista rilasciata da Saverio Romano, ministro responsabile di recente nomina, che evidentemente deve ancora mandare a memoria alcune cosette.
Tra le quali, ad esempio, il fatto che i conti non si tengono in ordine, come lui afferma, per favorire questa o quella parte politica, ma per tenere in piedi il Paese. O che le tasse vanno manovrate con responsabilità.
Quando lo avrà imparato, eviterà di dire anche cose come che "se non facciamo noi la riforma fiscale, ci penseranno loro a realizzarla".
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