il blog di lucio fava del piano







domenica 12 giugno 2011

Giovanardi dà i numeri

"Ieri a Roma si sono svolti due Europride: il primo di fantasia decantato da alcuni media come un corteo con 500mila partecipanti composti e gioiosi nel rivendicare diritti. Poi c'è stato quello vero, con circa 50mila partecipanti pieno di scritte e slogan scurrili e irriverenti verso il Papa, verso la religione cattolica e i politici che non si inchinano davanti all'orgoglio gay militante".


Lo so, è vero, Giovanardi ne ha dette di ben peggiori nei confronti degli omosessuali, ma il fatto di essersi ormai ridotto a beghette da mattinale della questura, polemizzando sui numeri, è prima di tutto penoso, oltre che l'ennesima, non necessaria conferma di quella che per lui è a tutti gli effetti una vera e propria ossessione.


Poiché non ho più parole per commentare le farneticazioni del sedicente sottosegretario alla famiglia, prendo a prestito quelle di Paola Concia: "Se Giovanardi mettesse lo stesso impegno che usa contro i gay per costruire politiche a sostegno delle famiglie, l'Italia sarebbe un Paese migliore": Secondo me basterebbe anche la metà. 

venerdì 10 giugno 2011

i titoli sobri del Giornale

"Vendola abbraccerebbe anche quei nomadi che hanno ucciso il 28enne?" sull'online e "I fratelli rom di Vendola uccidono un ragazzo a Milano" sul cartaceo sono i sobri titoli con cui Il Giornale ha quasi quasi festeggiato il tragico incidente di ieri, nel corso del quale un ragazzo ha perso la vita investito da un'auto rubata.

Tralasciando altri titoli che danno la cifra della pubblicazione, tipo l'onirico "Riecco il vero Berlusconi, ottimismo e tasse giù" o il più casereccio "Seno e lato B, boom delle curve pericolose", viene quasi da stupirsi che gli articoli non diano la colpa dell'incidente a Pisapia, condendo il tutto con un chiaro "ve l'avevamo detto".

Per il commento si può scegliere tra razzismo, sciacallaggio, squallore...

quel genio di Cicchitto

Le primarie, le primarie! Adesso tutti ne parlano, anche e forse soprattutto nel centrodestra, indicandole come il modo per rilanciare il Pdl, la coalizione, la leadeship di Berlusconi, la forza dei candidati e quasi qualsiasi altra cosa.

Tutti tranne Cicchitto, per cui non è "adatto lo strumento delle primarie ad ottobre sulla leadership del centro-destra" perché "Berlusconi non ha un rivale" e "finirebbe col fare le primarie da solo o contro se stesso". Tutto quello che Berlusconi deve fare è "riproporre l'immagine di leader moderato-riformista, autoironico, capace di apertura con l'opposizione e anche con i magistrati", il che vorrebbe dire essenzialmente presentarsi sotto mentite spoglie.

Poi il colpo di genio: "Non condivido la sottovalutazione che è stata fatta dell'elezione di Angelino Alfano a segretario, operazione compiuta senza rotture". Il che sorprende, visto che la presunta elezione - termine usato vagamente a sproposito - è stata fatta da un solo elettore, Berlusconi, e che un ipotesi di rottura si sarebbe potuta verificare solo in caso di sdoppiamento della personalità del premier.

giovedì 9 giugno 2011

il solito, trito show di Berlusconi

Piccolo show berlusconiano di fine primavera oggi a palazzo Chigi.

Si comincia con qualcosa a metà tra la promessa e la minaccia, "Dovrete sopportarci fino al 2013, nonostante il forte appeal che ha la mia vita privata", anche se poi per cautelarsi aggiunge che "non credo ci sarà un voto di fiducia sulla verifica" parlamentare in programma a fine giugno.

Poi si passa a distribuire le colpe - sempre, ovviamente altrui - delle cose che non vanno, comprese le elezioni perse: "I cittadini ci riconoscono la nostra attività governativa. Non ce la riconoscono i media. Ma dagli ultimi focus risulta che il 50% dei motivi che hanno portato gli italiani a non votare è il disgusto per la classe politica, per la rappresentazione che ne danno i media".

Dopodiché, insulti per gli altri e lodi sperticate per sé: da un lato la "sinistra è divisa e non è degna di reggere il Paese", dall'altro "gli italiani dovrebbero farci un monumento, se sapessero quello che il governo ha fatto per loro".

Immancabile l'ottimismo. Sull'ipotesi di manovra correttiva da 40 miliardi spiega che non è "nulla di preoccupante, si tratta di provvedere alle misure concordate con l'Europa per portare il bilancio in pareggio" con una "manutenzione di 3 miliardi".

Gran finale con le promesse: "siamo d'accordo che produrremo la legge delega per la riforma del fisco prima della pausa estiva". Per prudenza, ha evitato di specificare a quale anno si riferisse.

Firenze contro Brasile

La liberazione e la mancata estradizione di Battisti da parte del Brasile hanno scatenato le reazioni della politica italiana, che in maniera quasi unanime ha condannato e contestato le decisioni della corte suprema brasiliana.

Invece di promuovere un'azione diplomatica seria, che possa avere la vaga speranza di portare a qualche risultato, la maggior parte di ministri, parlamentari e consiglieri vari ha preferito buttarla sulla polemica politica, dimostrando più interesse a strumentalizzare la vicenda che altro. Tra i tanti, si segnalano i propugnatori del boicottaggio, Castelli e Mussolini in testa. Idea che deve essere piaciuta molto ai consiglieri regionali toscani del PdL, Donzelli, Bartolomei e Mugnai.

"E' il momento che la Toscana rappresenti al Governo del Brasile tutto il suo sdegno", hanno tuonato i tre intrepidi. Che poi hanno aggiunto che "è il momento di un segnale forte che la Toscana deve inviare al Governo carioca. A questo punto tutto deve essere rimesso in discussione".

Ora, va tutto bene, anche usare l'aggettivo carioca (che si riferisce a Rio) per indicare tutto il Brasile, un po' come se uno parlasse di governo fiorentino per alludere a quello italiano. Ma le minacce dei tre moschettieri, con tutto il rispetto, avrebbero forse avuto un senso al tempo di Lorenzo De' Medici - se il Brasile fosse stato conosciuto all'epoca. Oggi, sempre forse, eh, fanno solo un po' sorridere.

l'italianizzato Borghezio

"Le dichiarazioni di Galan? Un cretino, un idiota totale, un padano italianizzato. Dice cosi' per motivi di bassa cucina politica". Con la consueta misura, il leghista Borghezio replica al ministro che ieri aveva definito lo spostamento dei ministeri al nord una "puttanata intercontinentale".

Colpisce che, nell'escalation di insulti sparati dal pletorico eurodeputato in cravatta verde, il massimo livello sia rappresentato dall'aggettivo "italianizzato". Chissà come si incazza Borghezio quando a Bruxelles o a Strasburgo definiscono lui addirittura un parlamentare italiano.

meglio o peggio degli altri?

"I dati evidenziano che stiamo uscendo da crisi meno bene degli altri paesi, siamo ancora a livello di produzione industriale - 17% rispetto ai picchi del 2008, la Germania per esempio e' a - 4%", secondo quanto affermato oggi dal presidente di Confindustria Marcegaglia.

Appena lo scorso 5 maggio, il presidente del Consiglio Berlusconi sosteneva che l'Italia starebbe "uscendo dalla crisi globale meglio di altri Paesi europei".

O la matematica è diventata un'opinione, o uno dei due mente, o non parlano dello stesso Paese.