"Se fosse vero che il pm che ha chiesto l'arresto di Nicola Cosentino si appresta a diventare assessore nella giunta De Magistris, nella città dove fino a ieri ha svolto le funzioni di magistrato inquirente, sarebbe un fatto di tale gravità che chiunque mancasse di stigmatizzarlo, tanto in sede politica quanto in sede istituzionale (ogni riferimento al Csm è puramente intenzionale), perderebbe ogni legittimazione a parlare d'ora in poi di autonomia e indipendenza della magistratura".
Personalissima rilettura dei diritti costituzionali ad opera di un senatore Quagliariello insolitamente in lotta con le subordinate.
In pratica, secondo il senatore, un magistrato che abbia lavorato come pm in una città non potrebbe assumere incarichi politici in quello stesso luogo - che magari proprio per il lavoro fatto conosce bene, soprattutto negli aspetti peggiori - perché altrimenti minerebbe l'indipendenza della magistratura.
Si potrebbe obiettare che indipendenza della magistratura non significa che i magistrati non possano avere opinioni politiche, ma che l'ordine debba essere indipendente dagli altri poteri dello Stato. Una cosa che perfino Quagliariello, prima o poi, dovrà accettare.
il blog di lucio fava del piano
mercoledì 8 giugno 2011
la corazzata di Calderoli
"La proposta di legge di iniziativa popolare della Lega per trasferire i ministeri al nord è tutto tranne che una cosa seria. Direi che è una puttanata intercontinentale".
A proporre la variazione sul tema della fantozziana cagata pazzesca, non è un beppegrillo qualsiasi, ma il veneto Galan, un signore che di mestiere fa il ministro e che nelle riunioni del governo siede a pochi metri di distanza dal collega Calderoli, proponente della puttanata di cui sopra.
Galan parla poi di "iniziativa propagandistica che non ha nessuna possibilità di essere attuata", e che in più è "sgradevole e inutile anche perché dà la sensazione che chi dovrebbe battersi per risparmiare nella spesa pubblica in realtà la dilata, chi dovrebbe contrarre la pubblica amministrazione in realtà la dilata".
Occorre aggiungere altro, se non che orami tutto il governo assomiglia sempre più alla famosa Corazzata?
A proporre la variazione sul tema della fantozziana cagata pazzesca, non è un beppegrillo qualsiasi, ma il veneto Galan, un signore che di mestiere fa il ministro e che nelle riunioni del governo siede a pochi metri di distanza dal collega Calderoli, proponente della puttanata di cui sopra.
Galan parla poi di "iniziativa propagandistica che non ha nessuna possibilità di essere attuata", e che in più è "sgradevole e inutile anche perché dà la sensazione che chi dovrebbe battersi per risparmiare nella spesa pubblica in realtà la dilata, chi dovrebbe contrarre la pubblica amministrazione in realtà la dilata".
Occorre aggiungere altro, se non che orami tutto il governo assomiglia sempre più alla famosa Corazzata?
martedì 7 giugno 2011
la lezioncina di Napoli (Osvaldo)
"I cittadini contrari all'abrogazione delle norme sottoposte a referendum hanno due possibilita' per affermare il loro punto di vista: impegnarsi in campagna a tappeto a sostegno delle loro tesi, oppure puntare al fallimento del referendum facendo mancare il quorum. I media, come al solito, hanno voluto cavalcare e distorcere alcune affermazioni fatte ieri dal Capo dello Stato per sostenere il 'dovere' morale di recarsi alle urne il 12 giugno. E' una tesi palesemente falsa, demagogica e figlia dell'idelogismo esasperato".
Piccola lezioncina di educazione civica offerta gratuitamente dall'on. Osvaldo Napoli. Il quale, così parlando, sarebbe bocciato in ogni classe di scuola media per palese dimenticanza dell'articolo 48 della Costituzione della Repubblica Italiana: "Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico".
Dovere, Napoli.
Piccola lezioncina di educazione civica offerta gratuitamente dall'on. Osvaldo Napoli. Il quale, così parlando, sarebbe bocciato in ogni classe di scuola media per palese dimenticanza dell'articolo 48 della Costituzione della Repubblica Italiana: "Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico".
Dovere, Napoli.
riecco la Santanché!
"Dispiaciuta? Neanche per sogno". Dopo otto giorni di puro lutto postlettorale, torna a far sentire la sua voce, almeno a mezzo stampa, la sottosegretaria Santanché, e lo fa per commentare la risoluzione del rapporto tra la Rai e Santoro.
"Io non penso affatto che Santoro faccia vincere le elezioni. Credo che programmi alla Santoro ci facciano prendere un sacco di voti", aggiunge, facendo dunque sorgere il dubbio che senza Anno Zero Pisapia e De Magistris avrebbero addirittura potuto vincere al primo turno.
Finale di pura classe, in pieno stile-Santanché: "per me la trasmissione era orrenda". Dimentica forse che era ospite di Santoro una settimana sì e una pure. Immaginiamoci se la trasmissione le fosse anche piaciuta...
"Io non penso affatto che Santoro faccia vincere le elezioni. Credo che programmi alla Santoro ci facciano prendere un sacco di voti", aggiunge, facendo dunque sorgere il dubbio che senza Anno Zero Pisapia e De Magistris avrebbero addirittura potuto vincere al primo turno.
Finale di pura classe, in pieno stile-Santanché: "per me la trasmissione era orrenda". Dimentica forse che era ospite di Santoro una settimana sì e una pure. Immaginiamoci se la trasmissione le fosse anche piaciuta...
Calderoli il giapponese
L'ultimo giapponese Calderoli continua la sua battaglia per portare i ministeri (a cominciare dal suo, momentaneamente suo) a Milano. E oggi ha presentato in Cassazione la richiesta di una proposta di legge di iniziativa popolare.
"Si tratta di una richiesta di proposta di legge di iniziativa popolare che riguarda la territorializzazione dei ministeri e delle altre amministrazioni centrali", ha spiegato ineffabile.
Ora, fermo restando che non si capisce quale sarebbe l'utilità dell'operazione, a parte rosicchiare qualche clientela, non si capisce soprattutto perché un Ministro della Repubblica, tra i massimi dirigenti di un partito con decine di parlamentari, debba ricorrere all'inziativa popolare.
Forse a Calderoli qualcuno dovrebbe ricordare un paio di cose: che gli uffici territoriali del governo già esistono, si chiamano Prefetture; e che la campagna elettorale è finita.
"Si tratta di una richiesta di proposta di legge di iniziativa popolare che riguarda la territorializzazione dei ministeri e delle altre amministrazioni centrali", ha spiegato ineffabile.
Ora, fermo restando che non si capisce quale sarebbe l'utilità dell'operazione, a parte rosicchiare qualche clientela, non si capisce soprattutto perché un Ministro della Repubblica, tra i massimi dirigenti di un partito con decine di parlamentari, debba ricorrere all'inziativa popolare.
Forse a Calderoli qualcuno dovrebbe ricordare un paio di cose: che gli uffici territoriali del governo già esistono, si chiamano Prefetture; e che la campagna elettorale è finita.
lunedì 6 giugno 2011
il moderato Alfano
"Il nostro lavoro consiste nel rafforzare il PdL ed è chiaro che l'orizzonte è quello di una unificazione dei moderati. Lavoreremo per far sì che il fronte dei moderati italiani possa compattarsi". Il già ministro Alfano esordisce nel ruolo di segretario politico del PdL con una pensosa intervista alla Padania.
Nell'evidente, ammirevole sforzo di rabbonire la base leghista, ed evitare che la dirigenza del partito decida di sganciarsi dal PdL, Alfano arriva anche a citare un episodio di qualche settimana fa, che a suo giudizio dovrebbe essere decisivo, ricordando che "sin dal primo grande ballottaggio della storia politica nazionale, quello del 1948 tra De Gasperi e Togliatti, il fronte moderato alternativo alla sinistra è sempre risultato prevalente".
Ora, al di là del fatto che forse dal '48 un po' di acqua è passata sotto i ponti, fa sorridere che la moderazione sia posta a terreno comune tra il partito di Berlusconi e quello di Bossi, due che della moderazione hanno storicamente fatto una bandiera solo a parole. E neanche tanto spesso.
Nell'evidente, ammirevole sforzo di rabbonire la base leghista, ed evitare che la dirigenza del partito decida di sganciarsi dal PdL, Alfano arriva anche a citare un episodio di qualche settimana fa, che a suo giudizio dovrebbe essere decisivo, ricordando che "sin dal primo grande ballottaggio della storia politica nazionale, quello del 1948 tra De Gasperi e Togliatti, il fronte moderato alternativo alla sinistra è sempre risultato prevalente".
Ora, al di là del fatto che forse dal '48 un po' di acqua è passata sotto i ponti, fa sorridere che la moderazione sia posta a terreno comune tra il partito di Berlusconi e quello di Bossi, due che della moderazione hanno storicamente fatto una bandiera solo a parole. E neanche tanto spesso.
mercoledì 1 giugno 2011
lo scaricabarile del Pdl
"Silvio Berlusconi dovrebbe fare un passo indietro. Il presidente del Consiglio dovrebbe avviare un'attenta riflessione sul suo ruolo per capire cosa è meglio per il Paese".
A parlare così non è una rosybindi qualsiasi, l'ultima (in ordine di tempo) presa di distanza dall'ex invincibile re mida porta invece la firma del suo candidato-sconfitto a Napoli, Gianni Lettieri. Il quale, già che c'è, tra un congiuntivo mancato e l'altro prova anche a scrollarsi un po' di polvere e di responsabilità di dosso.
"E' indiscutibile che a Napoli hanno colpito me per far del male a lui", spiega, affermando in sostanza che con quel signore ingombrante chiunque avrebbe perso.
Al gioco dello scaricabarile si iscrive rapido anche Nicola "'o 'mericano" Cosentino, fino a ieri universalmente riconosciuto come padre putativo del mancato sindaco: "Lettieri non è assolutamente una mia creatura, l'ho pure subito. Non ci penso proprio a dimettermi". Per la serie, la vittoria ha tanti padri, ma la sconfitta è sempre orfana.
A parlare così non è una rosybindi qualsiasi, l'ultima (in ordine di tempo) presa di distanza dall'ex invincibile re mida porta invece la firma del suo candidato-sconfitto a Napoli, Gianni Lettieri. Il quale, già che c'è, tra un congiuntivo mancato e l'altro prova anche a scrollarsi un po' di polvere e di responsabilità di dosso.
"E' indiscutibile che a Napoli hanno colpito me per far del male a lui", spiega, affermando in sostanza che con quel signore ingombrante chiunque avrebbe perso.
Al gioco dello scaricabarile si iscrive rapido anche Nicola "'o 'mericano" Cosentino, fino a ieri universalmente riconosciuto come padre putativo del mancato sindaco: "Lettieri non è assolutamente una mia creatura, l'ho pure subito. Non ci penso proprio a dimettermi". Per la serie, la vittoria ha tanti padri, ma la sconfitta è sempre orfana.
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